Il Comune: Nusco

 

Si trova su una cima tra le valli dei fiumi Ofanto e Calore a 914 m sul livello del mare,  per questa sua posizione è chiamato il “balcone dell’Irpinia”. 

Il visitatore che percorre la strada panoramica del paese può ammirare, con una visione a 360°, profonde vallate e montagne che arrivano fino a 1. 500 m. di altezza.

Il territorio ha una superficie di circa 53 KmGli abitanti sono 4.420 di cui circa la metà vive nella campagna nuscana (contrade).

 

 

STORIA

 Il castrum di Nusco nasce intorno al VII-VIII secolo in una posizione strategica per il controllo dei valichi appenninici nelle valli dei fiumi Ofanto e Calore. La leggenda narra che Annibale attraversò quest’area durante le Guerre Puniche  tra l’antica Cartagine e l’antica Roma e che qualche elefante annegò nel fango di un fiume. Da allora, si dice, quel fiume prese il nome di Ofanto (da elefante).  Nel primo documento storico che lo riguarda, il testamento di Amato Landone (1093), Nusco compare con il titolo di civitas e come sede del Vescovo e del vice-comite. Al vescovo Amato, Beato per la Chiesa ma Santo per i Nuscani, si deve lo sviluppo civile e religioso del luogo:  egli concentrò gradualmente intorno al castello, dentro le mura, gli abitanti degli sparsi casali ed eresse la prima chiesa.

Durante il Medioevo il Castello di Nusco fu una fortezza sicura e diede protezione e riparo a Guglielmo, ultimo duca di Puglia, nel 1122,  e nel 1254 a Manfredi, futuro re di Sicilia, durante la sua guerra di conquista del regno di Napoli. Nusco ebbe un ruolo storico di primo piano fra le comunità dell'Alta Irpinia fino alla metà del secolo XVII quando perse il ruolo di centro del feudo. La peste del 1656, poi, che distrusse più di un terzo dei suoi abitanti, diede un duro colpo allo sviluppo della sua popolazione.
Nel periodo 1688-1732  diversi terremoti devastano l'Irpinia: Nusco non è risparmiata, e per questo motivo il Settecento caratterizza la maggior parte delle costruzioni religiose e civili. Nel 1799, il castello è saccheggiato e dato alle fiamme dai sanfedisti del cardinale Ruffo. Dell'antico
Castello longobardo si conservano soltanto poche mura fra cui spiccano i resti imponenti della torre e dei lati esposti a settentrione.

Fino all'estinzione dei diritti feudali nel 1806, Nusco, a partire dal XII secolo, è stata feudo di alcune delle più illustri famiglie del Regno di Napoli: i De Tivilla, i De Medania, i D'Aquino, i Gianvilla (che concessero alla comunità gli statuti municipali), e infine gli Imperiale.

La storia civile della cittadina, comunque, è strettamente legata a quella ecclesiastica; sulla cattedrale vescovile, infatti, si sono succeduti almeno 67 Vescovi.

Le origini religiose del paese sono testimoniate dalla presenza, nel solo centro urbano, di numerosi monumenti: la Cattedrale, le Chiese di S. Antonio, di S. Giuseppe, di Santa Maria Vetere, di S. Giovanni e della SS. Trinità, la statua di S. Amato e la Santa Croce.

 

PASSEGGIANDO PER IL CENTRO STORICO

 Il centro storico di Nusco ha una struttura ortogonale. Tutte le strade principali convergono verso il sito “Sopra Castello” che è anche il punto più alto del paese.

Camminando nelle viuzze, a volte ripide, si possono vedere palazzi gentilizi e  fabbricati vari forniti di interessanti elementi architettonici quali portali, stemmi nobiliari, balconi in ferro battuto, pezzi d'opera finemente lavorati. Basta citare fra tutti il Palazzo Vescovile, ma anche alcuni palazzi privati quali Astrominica Ebreo De Paulis,  Saponara, Del Sordo, Barbone  e Natale.

Non manca il verde. Le due ville comunali, dalla rigogliosa vegetazione, sono i luoghi di incontro più frequentati nel periodo estivo.  

 

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